Stiratore verticale a colonna Philips 1000 STE1040/20
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Pro
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Serbatoio da 1,8 L che basta per tutto il bucato della settimana senza riempirlo.
-
In mano tieni solo la testina, quindi il polso quasi non si stanca.
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Asse verticale integrato che aiuta a distendere le camicie con meno passate.
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Non gocciola e non sputa acqua mentre stiri.
Contro
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Senza l'asse servono più passate e il cotone resta un po' umido al livello massimo.
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Niente spegnimento automatico e avvio lento da freddo.
Indice dei contenuti
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Caratteristiche tecniche
| Capacità | 1,8 L |
|---|---|
| Potenza | 1800 W |
| Vapore continuo | 36 g/min |
| Anticalcare | Sì, sistema Easy Rinse |
| Modalità ECO | No |
| Colpo di vapore | No |
| Stiratura | Verticale |
| Tempo di riscaldamento | 46 s (testato) |
In breve
Se a casa tua ogni settimana si accumula una montagna di vestiti da stirare, il Philips 1000 STE1040/20 ti propone un modo diverso di stirare rispetto ai ferri verticali a mano. È uno stiratore a colonna con un serbatoio da 1,8 L e un asse verticale integrato nell’asta, su cui appoggi il capo per distenderlo con più decisione.
Il suo vero asso nella manica è l’autonomia. Con il vapore al massimo ha lavorato per quasi 50 minuti di fila, abbastanza per il bucato settimanale di una famiglia con un solo pieno. Nessun ferro a mano del nostro confronto ci va nemmeno vicino.
In mano tieni soltanto la testina, che pesa 274 g, e la fatica praticamente sparisce. In cambio occupa più spazio, impiega 46 secondi a fare vapore partendo da freddo e non si può riempire senza interrompere il lavoro.
Con l’asse dietro al capo ha disteso la camicia di cotone in una o due passate, mentre senza ne è servita qualcuna in più. Sulla lana sono bastate due passate al livello 2, senza lasciare umidità.
È la scelta più sensata se stiri parecchi capi ogni giorno, hai un angolo dove lasciarlo montato e non vuoi più sentire il peso dell’acqua sul polso.
Analisi e opinioni
Potenza del vapore. Punteggio: 8,5/10
Philips dichiara 1.800 W e 36 g/min di vapore continuo, valori alti per uno stiratore e la portata più alta tra i modelli del nostro confronto che pubblicano questo dato. Sul tessuto si sente. Il segreto però sta nell’asse integrato. Quando appoggi la camicia contro l’asse, il vapore attraversa la stoffa e trova dietro una superficie rigida, con un effetto più vicino a quello di un ferro tradizionale che a quello di uno stiratore che lavora su un capo libero.
La differenza si è vista durante il test. Con la camicia sull’asse e il vapore al livello 3, il massimo, le pieghe hanno ceduto con pochissime passate, mentre con il capo appeso senza appoggio ne sono servite due o tre. Conviene usare l’asse ogni volta che puoi e lasciare il lavoro senza appoggio a tende e capi grandi.
Sulla lana è bastato il livello 2. La giacca è tornata liscia in due passate e senza umidità, segno che per i tessuti spessi non serve il massimo se il vapore è costante. Sui capi in maglia o in lana sottile, poi, un livello intermedio riduce il rischio di lasciare la stoffa molle o senza corpo.
Il punto debole è il cotone al livello più alto, che al tatto è rimasto leggermente umido. Niente che non si risolva lasciando la camicia un paio di minuti sulla gruccia, ma è proprio questo, insieme al bisogno dell’asse per dare il meglio, a fermare il voto a 8,5.
Avere tre livelli di vapore aiuta a non lavorare sempre al massimo. Il livello 1 va bene per i capi delicati, il 2 per lana e maglia e il 3 per cotone, lino e pieghe da valigia, dove la portata si sfrutta di più.
Autonomia del serbatoio. Punteggio: 9,5/10
Qui non ha rivali nel nostro confronto. Il serbatoio da 1,8 L è bastato per 17-20 capi di fila con il vapore al massimo, cioè il bucato settimanale di una famiglia senza tornare al rubinetto neanche una volta.
L’unico neo è il rabbocco. Non puoi riempirlo senza fermarti, quindi quando l’acqua finisce devi interrompere. Con una capacità del genere succede di rado, ma conviene riempire il serbatoio prima di iniziare una sessione lunga per non doverla spezzare a metà. Per questo resta a 9,5 e non sale oltre.
I tre svuotamenti che abbiamo cronometrato hanno dato tempi molto simili, tra 49:18 e 50:06. Abbiamo usato acqua del rubinetto senza miscelarla, come farà la maggior parte delle persone a casa, e l’apparecchio ha un sistema anticalcare che si pulisce sciacquandolo con acqua, quindi l’acqua dura non complica la manutenzione.
Un’autonomia così cambia il modo di stirare. Con un ferro a mano tendi a sistemare un capo alla volta quando serve, mentre con questo conviene ritagliarti un momento alla settimana e preparare tutto il bucato in una volta, senza pensare all’acqua. È un cambio di abitudine, ma se stiri per più persone lo apprezzi subito.
Se a casa stiri giusto una camicia ogni tanto, questa capacità è eccessiva e un ferro a mano sarà più pratico. Il serbatoio grande ha senso quando i capi sono tanti, come in famiglia, in un appartamento condiviso o se porti la camicia tutti i giorni e preferisci prepararle tutte la domenica.
Maneggevolezza. Punteggio: 8,8/10
Il cambiamento più grande rispetto a un ferro a mano è che l’acqua non ce l’hai in mano. Tieni solo la testina, collegata al serbatoio da un tubo, e dopo 20 minuti di fila in verticale la fatica è stata minima. Se stiri a lungo, questa differenza conta più di qualsiasi altra.
L’asta è stabile. Si flette un po’ quando premi la testina con forza contro l’asse e torna in posizione senza problemi. Il cavo da 1,5 m e il tubo da 1,33 m non ci hanno dato fastidio durante il test, e l’apparecchio non ha mai gocciolato né sputato acqua.
L’avvio è lento. Da freddo ci mette parecchio più dei ferri a mano che abbiamo cronometrato, perché deve scaldare molta più acqua. La cosa più pratica è accenderlo quando inizi a preparare i vestiti, così è pronto quando il primo capo è sulla gruccia. Per una camicia dell’ultimo minuto è un fastidio, per una sessione di stiratura programmata conta poco.
Non ha nemmeno lo spegnimento automatico, quindi devi ricordarti di staccarlo alla fine. È una mancanza che pesa in un apparecchio che, per sua natura, resta montato in un angolo di casa. Una ciabatta con interruttore a portata di mano risolve il problema senza complicazioni.
Pochissimo peso in mano, buona stabilità e questi due dettagli da migliorare portano il voto a 8,8.
A cosa serve l’asse integrato?
È il pezzo che lo distingue dagli altri stiratori a colonna. Si tratta di una superficie verticale fissata all’asta su cui appoggi il capo, così il vapore ha qualcosa di rigido dietro. Con l’asse la stoffa si tende meglio, le pieghe cedono prima e puoi definire un colletto o un’abbottonatura con un po’ più di precisione.
Senza asse lo stiratore lavora come qualunque altro. Il capo pende dalla gruccia e il vapore lo rilassa. Funziona, ma chiede più passate. Nel nostro test lavorare senza asse ha voluto dire qualche passata in più per ogni piega della camicia di cotone e una finitura un po’ meno definita sul colletto.
Per camicie, bluse e vestiti è utilissimo. Per una giacca strutturata o un cappotto pesante, a volte è più comodo lavorare con il capo appeso alla gruccia e ripassare solo le zone che ne hanno bisogno.
Per sfruttarlo al meglio sistema il capo ben centrato sull’asse, con le spalle appoggiate al bordo superiore, e fai scendere la testina piano dall’alto verso il basso. Poi gira il capo e ripeti sul retro, proprio come faresti su una normale asse da stiro.
Quanto spazio occupa?
Aperto misura 30,3 cm di larghezza, 168,2 cm di altezza e 43,4 cm di profondità. In pratica occupa lo spazio di una persona in piedi accanto al muro, quindi conviene sapere già dove lo metterai prima di comprarlo.
Non è un apparecchio da tirare fuori e rimettere via ogni giorno. Il posto ideale è una stanza per stirare, una cabina armadio o un angolo della camera da letto dove possa restare montato, pronto all’uso. In un appartamento piccolo senza quello spazio, montarlo e smontarlo ogni volta gli toglie buona parte della comodità.
Se lo spazio è un problema, l’alternativa è un ferro verticale a mano con un serbatoio grande, a costo di reggere il peso dell’acqua e di riempirlo molto più spesso.
C’è poi un dettaglio pratico da non trascurare. Con il serbatoio pieno pesa parecchio, quindi conviene sistemarlo vicino a una presa e a dove stirerai, per non doverlo spostare pieno d’acqua da una stanza all’altra.
Pro
- Serbatoio da 1,8 L che basta per tutto il bucato della settimana senza riempirlo.
- In mano tieni solo la testina, quindi il polso quasi non si stanca.
- Asse verticale integrato che aiuta a distendere le camicie con meno passate.
- Non gocciola e non sputa acqua mentre stiri.
Contro
- Senza l’asse servono più passate e il cotone resta un po’ umido al livello massimo.
- Niente spegnimento automatico e avvio lento da freddo.
Il nostro test
Test 1: Potenza del vapore — camicia di cotone e giacca di lana appese
I test li abbiamo fatti in Spagna su questo stesso modello, lo stesso che trovi su Amazon.it. Abbiamo appeso una camicia di cotone e una giacca di lana e le abbiamo stirate contando le passate necessarie per ogni piega, verificando alla fine se il tessuto restava umido. Con la camicia appoggiata all’asse e il vapore al livello 3 sono bastate una o due passate, con la stoffa leggermente umida, mentre senza asse ne sono servite due o tre. La giacca, al livello 2, è tornata liscia in due passate e senza umidità.
Per te significa che, usando l’asse, una camicia è pronta quasi con la stessa rapidità di un ferro a mano potente, e che la lana non ha bisogno del massimo per venire bene.
Test 2: Autonomia del serbatoio — vapore continuo fino a svuotarlo
Abbiamo riempito il serbatoio con acqua del rubinetto e mantenuto il vapore continuo al massimo fino a svuotarlo. Su tre cronometraggi abbiamo ottenuto 49:18, 50:06 e 49:42, con una media di 49:42. Equivale a 17-20 capi per serbatoio. Il rabbocco non si può fare senza fermare l’apparecchio.
Se stiri in un’unica sessione settimanale, riempi il serbatoio prima di iniziare e probabilmente non dovrai fermarti per tutto il pomeriggio.
Test 3: Maneggevolezza — 20 minuti di fila in verticale
Abbiamo lavorato 20 minuti di fila, pesato la testina, che ha segnato 274 g, e cronometrato tre volte il tempo necessario per avere vapore da freddo, ottenendo 46, 45 e 47 secondi, con una media di 46. Abbiamo anche controllato se cavo e tubo intralciavano, se gocciolava e come si comportava l’asta quando appoggiavamo la testina. Né il cavo né il tubo hanno dato fastidio, non ha gocciolato e l’asta si è flessa per poi tornare in posizione.
Per te significa che puoi stirare un pomeriggio intero senza che il polso se ne accorga, purché tu lo accenda un minuto prima di iniziare e ti ricordi di spegnerlo alla fine.
Se vuoi saperne di più sui criteri di scelta, dai un’occhiata alla nostra guida ai migliori ferri da stiro verticali, dove trovi i modelli migliori che abbiamo provato e che ti aiuterà a scegliere il miglior ferro da stiro verticale per te.
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Test reali · Zero sponsorizzazioni
Marco Blasco
Sono Marco Blasco e da più di 5 anni analizzo e confronto prodotti per la casa. Le mie valutazioni nascono da test reali, dalla mia esperienza diretta e da criteri oggettivi, spiegati in modo trasparente. Con guide e confronti dettagliati ho aiutato migliaia di persone a scegliere con più sicurezza, e posso farlo perché sono del tutto indipendente dai marchi.
